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"Babygirl" di Nicole Kidman, una grossa delusione

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Una delle più grandi delusioni degli ultimi tempi è sicuramente il film di Nicole Kidman " Babygirl ", con regia di Halina Reijn.  Una grande delusione da tanti punti di vista: una storia banalotta, con un fulcro della questione risolto troppo velocemente, una scontata storia di sesso e potere tra un giovane ragazzo e la sua capa.  Devo ammettere che sono andato al cinema con tante aspettative. Gli elementi c'erano, Nicole Kidman in primis, e poi la storia che era sicuramente promettente, un buon cast, la giusta carica di erotismo che non manca mai. Invece niente, non mi ha convinto per nulla. E sia chiaro, lo dico senza alcun titolo, né voce in capitolo. Da semplice appassionato di cinema.   Non mi è piaciuto, non mi ha preso, non mi ha fatto emozionare, non mi ha fatto stare col fiato sospeso, non mi ha provocato alcuna emozione anche peccaminosa durante le scene di sesso. Non lo andrei a rivedere neanche gratis.  La cosa più particolare che è saltata a miei o...

LIBRI - "Quanto vale l'1%?", una storia per chi non si arrende

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Il primo libro dell'anno 2025 che ho concluso (lo avevo iniziato nell'estate del 2024, ma la mia mania di leggere più libri contemporaneamente non mi ha abbandonato) è stato quello di una scrittrice che ho conosciuto grazie alla potenzialità di Instagram e di cui mi sono subito appassionato, perché nelle sue frasi c'era tanto di ognuno di noi, delle nostre esperienze, dei nostri improperi, e della nostra vita. Si chiama Alessia Cocchiola , ed è giovanissima ( iata a idda , direi nel mio dialetto). Il suo libro si intitola " Quanto vale l'1%? ", ed è edito da Europa Edizioni. Non mi piace incanalare i libri, nello specifico i romanzi, in questa o quella categoria, tuttavia per dare una forma a questa sotto-specie di recensione dirò che si tratta di una storia d'amore con tinte di giallo. Più di qualche tinta, in realtà, perché la storia ruota intorno ad un'indagine. Senza volerlo, dunque, perché avevo un'altra idea del romanzo (ed è questa una delle...

"10 giorni con i suoi", quando Salento e comicità sono protagonisti

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Sono sempre di più i film, i libri, gli spettacoli, che vengono ambientati nel Salento. La mia terra sta diventando teatro e sfondo di tante narrazioni. È questo il dato da cui voglio partire. Un dato che non può far che bene e che ci convince sempre di più, se mai ce ne fosse bisogno, del fatto che viviamo in una terra meravigliosa. Ho visto nei giorni scorsi il film “ 10 giorni con i suoi ” di Alessandro Genovesi, dove spiccano Fabio De Luigi e Valentina Lodovini, ma anche Angelica Elli, Bianca Usai, Gabriele Pizzurro, il bravo Dino Abbrescia e Giulia Bevilacqua. La storia è la più classica delle conoscenze tra due famiglie, i Rovelli, quello con a capo-famiglia De Luigi, e i Paradiso, quella con a capo-famiglia Abbrescia, e i rispettivi figli, Camilla e Antonio, che da poco sono fidanzati e decidono di andare a convivere. L’occasione è la fine degli studi di maturità e l’inizio del percorso universitario che portano la figlia della famiglia Rovelli a dover scegliere la sede, e l’i...

"Io sono la fine del mondo", comicità non conforme, duro e pezzo di merda dall'inizio alla fine

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Ho visto al cinema " Io sono la fine del mondo " di Gennaro Nunziante, con Angelo Duro come protagonista assoluto. Politicamente scorretto. Sì, ma è troppo banale come definizione. Il film è tanto altro. È comicità originale, anche se a tratti richiama Zalone*. È un pedale dell'acceleratore schiacciato verso il cinismo che talvolta sfocia nella cattiveria. A volte è luoghi comuni, a volte è anche buon senso. Ogni tanto è estremismo. Tutto con un unico obiettivo: la vendetta. Perché in fondo, se sei così forse non è colpa tua. E allora, facendo schifo anche a te, decidi di prendertela con chi è stato il responsabile di questa condizione. Un film forte, anche se comico. Con un messaggio complesso, anche se non è semplice non ridere dalla prima scena all'ultima. E allora, se ti fermi e rinunci solamente a ridere dalla prima all'ultima scena, riesci a cogliere il messaggio insito nel film. *Il richiamo a Zalone mi sembra scontato, tuttavia c'è un grosso punto che...

"Conclave", quando la chiesa incontra la tolleranza e l'apertura mentale

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Quanto vorrei partire dalla fine. Dal grande messaggio di tolleranza e apertura mentale. Proprio lì, proprio all'interno della chiesa. Ma non si può. Spoilererei la storia e non si può. Dirò solamente che " Conclave ", diretto da Berger e con gli italiani Castellitto e Rossellini, è un film che va visto. Tra l'altro ho scoperto, tra i titoli di coda, che è tratto da un romanzo di Robert Harris, autore che ho stra-venduto nella mia attività da libraio, e che a questo punto inizierò a stra-leggere. Va visto per i suoi messaggi, per il suo significato, per i suoi colpi di scena, per la descrizione accurata e non banale di quello che succede in quei giorni in cui si decidono le sorti della chiesa. È un film che va visto perché narra le divisioni umane e i giochi di potere. È un film che va visto perché va bene lo schifo ma c'è anche la speranza. Perché ci saranno sempre uomini che soffieranno sul fuoco e cercheranno di metterci gli uni contro gli altri, magari parland...

"Diamanti", una storia-tante storie di donne

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Un film da vedere e probabilmente da rivedere. Un film che parla della forza delle donne, oltre ogni situazione di difficoltà, di litigio, di pericolo, di tragedia, di contestazione, di malumore, di umorismo, di ricerca, di consolazione. " Diamanti " di Ozpetek con Luisa Ranieri è una storia semplice ma complessa. Una storia dove tutte sono il narratore, tutte hanno qualcosa da dire e una storia che meriterebbe di essere approfondita. Ed è per questo che nel canonico tempo di un film scopriamo la storia di tutte ma non ne sappiamo abbastanza. Non sappiamo come va a finire un amore tormentato e malinteso, la reazione di una donna alla perdita di un figlio, la riscossa e forse il passaggio da vittima a carnefice di un'altra vittima di violenza familiare, la voglia di rivoluzione di una giovane studentessa nei pieni anni di piombo, il confronto con la depressione o con una qualche forma di isolamento sociale, la voglia di libertà, la scoperta di sé stessa e della propria ses...

Chiamata dall'inferno, una recensione

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Ho appena finito di leggere “ Chiamata dall’inferno ” di Elisa Averna , libro scritto interamente con la tecnica del breathless , ovvero quella tecnica narrativa dove la presenza del discorso diretto è totale. Niente descrizioni, niente narratore esterno, niente scene in cui viene descritto l'ambiente; tutte queste informazioni sono desumibili dai dialoghi. Lo stile rispecchia una sorta di disegno mozzafiato, dove i personaggi, che vengono fatti parlare, si alternano sulla scena e vivono singolarmente le proprie vicende quasi ignari di quello che sta succedendo intorno. È la storia di una donna la cui vita viene sconvolta dalla presenza di uno stalker che, ispirandosi alla Divina Commedia e ai suoi gironi, la tiene in scacco minacciandola attraverso il ricatto di farla saltare in aria. Infatti la casa dove vive Jessica con il compagno Mauro è piena, oltreché di microspie, anche di aggeggi pronti a causarne l'esplosione con o senza la presenza dei componenti. Obiettivo del ...

Assassinio a Villa Borghese, una recensione

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Dopo Amor Roma, è stata la volta di Assassinio a Villa Borghese , libro di Walter Veltroni che ho portato a termine in questi giorni caldissimi di questa estate. Un libro che mi ha straconvinto nelle prime pagine e all'inizio della storia, così come nel finale. Diciamo che manca nella parte centrale. Lo svolgimento della storia, lo snocciolamento dei personaggi e delle cause, sono i grandi assenti. Un libro comunque piacevole per lo stile e per i contenuti messi dentro da Veltroni che ti fanno scoprire una Roma centrale, ma periferica nell'animo.  E' la storia di un commissario diversamente fortunato che viene spedito a investigare in un luogo dove tutto puoi fare fuorché il poliziotto. E invece, per una serie di circostanze, si trova tra le mani dei delitti efferati e terribili. Allora gli si presenta l'occasione della vita. Sarà la rivincita per tutto ciò che è andato storto, per le prese per il culo dei colleghi e i dubbi dei superiori, o sarà la definitiva fine di ...

Amor Roma, una recensione

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Amor Roma è un romanzo sull'infedeltà, ma soffice non una storia cruda di carne.  E' un romanzo che delinea una via che si intreccia con altre vie che sono le famiglie presenti nella storia.  I protagonisti sono ben delineati e sono tutti aventi caratteri e caratteristiche forti. La storia è narrata in prima persona da Anna, una delle protagoniste che si trova a indagare prima su una storia di tradimenti, poi a viverla, poi infine a indagare su qualcosa che credeva impossibile. L'indagine, a questo punto, non parte più da lei, ma lei si trova ad essere una pedina in un gioco più grande.  La narrazione è piacevole, con qualche colpo di scena, anche se non sono all'ordine del giorno. Il finale, che chiude il cerchio, è coerente e riesce a stampare la parola fine tra le pagine del libro in modo che il lettore possa leggerlo.  C'è un ulteriore personaggio non persona, ed è Roma. Lei è presente con le sue vie, i suoi odori e sapori, le sue certezze, i suoi ritardi, le su...

Recensione - Le ore piene di Valentina Della Seta

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Ho letto, nelle calde giornate di agosto, e qui scende la lacrimuccia nostalgica, " Le ore piene ", scritto da Valentina Della Seta , edito da Marsilio nel 2021. Ve ne parlo nelle prossime righe, brevemente. Si può definire un romanzo erotico? Forse sì. In effetti non ne avevo mai letto uno. Mi ci sono imbattuto mentre cazzeggiavo in un gruppo di lettori, dopo aver letto un annuncio che diceva più o meno "Chi mi consiglia un romanzo erotico?", "Le ore piene" aveva risposto convintamente un utente su cui, se non ricordo male, nutrivo una buona stima letteraria. Perché no? Leggiamolo, mi sono convinto. Del resto, i film erotici sì, perché i libri no? 😂😂😂 Provando a non spoilerare nulla e a non entrare nel discorso della trama, perché ognuno dà un'interpretazione differente a ciò che legge, il primo commento che mi sento di fare è che descrive una storia che può riguardare un po' chiunque di noi, al di là del fatto di essere uomo o donna, e questa ...

Recensione: Later di Stephen King

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Ho appena terminato di leggere " Later " di Stephen King . Un libro edito da Sperling & Kupfer nel 2021. Una storia di un bambino con un dono speciale: poter ascoltare i morti. E già qui, quando lo capisci, ti caghi letteralmente sotto. Perché King non te lo dice con giri di parole, ma ti sbatte la verità in faccia. La narrazione è in prima persona, e quindi è più corretto dire che è il bambino, Jaime, a dirti con la massima tranquillità che la persona con la quale stava parlando era morta. Sì, perché non li ascolta a basta, ci parla, dialoga, fa domande e risposte. Con tutto ciò che ne consegue per il regno di quelli rimasti vivi. Una volta appurato questo, messo nel cassetto delle cose note, si può andare avanti. I morti che parlano con il bambino sono solitamente in piedi vicino al loro cadavere e non possono dire le bugie. Devono rispondere alle domande di Jaime. Anche lui, però, nella sua narrazione, spesso di ferma a dire, quasi come un mantra, sempre la verità, anc...

Recensioni: "Disturbo della pubblica quiete" di Luca Bizzarri

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  " Disturbo della pubblica quiete " è il primo  libro di Luca Bizzarri , edito da Mondadori e dato alle stampe nel 2021. Ho scelto di leggerlo per due motivi. In primis perché lo ritengo un comico gradevole, ma anche, seguendo i suoi spunti sui social nonostante a volte in disaccordo con lui - è capitato infatti che ci siamo confrontati su questo o quel caso -, un pensatore non banale, anzi. In secondo luogo per la copertina e il titolo. Ebbene sì, a volte si sceglie un libro per la copertina.  "Disturbo della quiete pubblica" è un libro che ricostruisce uno spaccato dell'Italia contemporanea. Una storia che scava a fondo nei tempi dell'immigrazione, ma non solo. Una storia che ci parla di integrazione e di segregazione, di uguaglianza e di disuguaglianze, di sfruttamento e di speranza. Con un unico comune denominatore: non positivo, ma negativo. Ovvero essere vittima di qualcosa, ma anche di sé stessi. E' vittima di sé stesso Mamadou, extracomunitario ...