"Io sono la fine del mondo", comicità non conforme, duro e pezzo di merda dall'inizio alla fine
Ho visto al cinema "Io sono la fine del mondo" di Gennaro Nunziante, con Angelo Duro come protagonista assoluto.
Politicamente scorretto. Sì, ma è troppo banale come definizione. Il film è tanto altro. È comicità originale, anche se a tratti richiama Zalone*. È un pedale dell'acceleratore schiacciato verso il cinismo che talvolta sfocia nella cattiveria. A volte è luoghi comuni, a volte è anche buon senso. Ogni tanto è estremismo. Tutto con un unico obiettivo: la vendetta. Perché in fondo, se sei così forse non è colpa tua. E allora, facendo schifo anche a te, decidi di prendertela con chi è stato il responsabile di questa condizione.
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