Assassinio a Villa Borghese, una recensione


Dopo Amor Roma, è stata la volta di Assassinio a Villa Borghese, libro di Walter Veltroni che ho portato a termine in questi giorni caldissimi di questa estate.
Un libro che mi ha straconvinto nelle prime pagine e all'inizio della storia, così come nel finale. Diciamo che manca nella parte centrale. Lo svolgimento della storia, lo snocciolamento dei personaggi e delle cause, sono i grandi assenti.
Un libro comunque piacevole per lo stile e per i contenuti messi dentro da Veltroni che ti fanno scoprire una Roma centrale, ma periferica nell'animo. 
E' la storia di un commissario diversamente fortunato che viene spedito a investigare in un luogo dove tutto puoi fare fuorché il poliziotto. E invece, per una serie di circostanze, si trova tra le mani dei delitti efferati e terribili. Allora gli si presenta l'occasione della vita. Sarà la rivincita per tutto ciò che è andato storto, per le prese per il culo dei colleghi e i dubbi dei superiori, o sarà la definitiva fine di un personaggio tanto complesso quanto amaro?
Non sto a spoilerare la fine perché non avrebbe senso, ma si può dire che di scontato non vi è nulla in questa storia. Neanche il giornalista affiancato all'investigatore. Altra figura particolare e particolareggiata. Nel complesso un buon lavoro. Mi riprometto di leggere gli altri della serie.


 

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