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La notte di San Lorenzo - capitolo 1

Visto stelle cadenti? chiese lei con il bicchiere in mano. Macché e tu? rispose lui con il bicchiere in mano e i piedi nell'acqua. Zero. Sei anche tu qui per controllare tuo figlio? Ahahahha, no rispose lei. È già una cosa... Controlli tuo figlio? Ha 13 anni, è al suo primo falò. Ah, che meraviglia. I miei 13 anni. Il mio primo falò. Fu una vacanza memorabile. A 13 anni noi già facevamo i falò? Quanti anni hai tu? 42 e tu? 41. Sì, facevamo i falò. Lui fece una faccia non troppo convinta. Lei rincarò: e fumavamo e bevevamo anche... Ma porc... disse uscendo dall'acqua, fammi andare a controllare. Ma dove vai? Sto scherzando. No, non stai scherzando. No, non sto scherzando. Ma tuo figlio è giudizioso.  Ma che cazzo ne sai? Ahahahah, beh se ha preso dal padre... Comunque piacere disse porgendole la mano, Ettore. Piacere Barbara. Quindi non sei alla ricerca di tuo figlio?! No, e non dovresti esserne alla ricerca neanche tu. Beh, giusto una sbirciatina, poi vado a dormire. Sì e lo as...

San Lorenzo - il racconto delle stelle cadenti

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-Dov'è Gianni? -Non è ancora arrivato. -Il solito coglione. -Va bene dai carica quella legna. Vedrai che ora arriva. -Sì come al solito. Giacomo stava scendendo dalla macchina con la sua chitarra, il suo spartito e tutte le note delle canzoni di Battisti pronto a sedere intorno al falò e a strimpellare. Erano passati gli anni del Bacardi Breezer, della Corona e della birra analcolica. Avevano trascorso su quella spiaggia di Gallipoli almeno gli ultimi dieci San Lorenzo e avevano atteso invano delle stelle che scendessero a regalare sogni nelle loro vite. Laura e Clara continuavano nel loro pingpong. -Ma se ha detto che viene, viene. -Sì sì come al solito. -Basta co sto solito. Nel frattempo caricavano gli zaini pieni di costumi e teli mare e si dirigevano verso la spiaggia. Il sole stava tramontando. Iniziavano ad arrivare anche gli altri ragazzi. Matteo era l'incaricato di portare la borsa frigo, aveva accuratamente, per tutto il pomeriggio, selezionato e diviso le birre, i su...

Pezzenti

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“Vai a vedere se c’è un ombrellone dai che siamo in ritardissimo…” Andrea, trascinandosi sulla sabbia, seguì il consiglio di Barbara, la sua compagna. Poi ci ripensò. Si fermò. “Vieni con me che ci prendiamo un caffè mentre chiedo al bagnino.” Arrivarono nel chioschetto del lido.  “Due caffè” sentenziò Barbara mentre Andrea già aveva cambiato espressione. Quando fu da lei, disse soltanto: “Cafoni arricchiti” “Che succede?” chiese la donna. “Trenta euro per un ombrellone” La donna si guardò intorno. Era pieno. Nonostante fossero solo le dieci e mezzo già la spiaggia strabordava di turisti e autoctoni che prendevano il sole sul lettino o facevano il bagno. “Spostiamoci qui vicino. C’è la spiaggia libera” concluse. Sistemarono le loro borse vicino una grossa pietra che utilizzarono per segnaposto, scalciarono i loro sandali sulla sabbia e misero a terra gli asciugamani. La spiaggia era davvero assolata. A pochi passi da loro, una donna indiana esponeva la sua merce, nello specifico de...

L'albergo dei ricordi - racconto del sabato

Ho partecipato, su SEI Scrittori Emergenti Italia, al concorso Gara di Racconti in 100 parole. Come al solito, si parte dall'incipit dato. Ecco il mio: L'albergo dei ricordi. Ho mentito proprio a tutti, compresa me stessa. Ho chiuso la valigia, mi sono stesa nel letto e ho chiamato la reception. "Mi può mettere la sveglia alle sei in punto?" La voce dall'altra parte confermava. Ero tornata lì in quell'albero dopo anni, troppi anni. Fernando non lo vedevo da quella notte. Ma ricordavo esattamente che smontava dal turno alle sette e alle sette e un minuto sarò da lui. Appena mi ha scritto, sono partita subito. Ho lasciato mio figlio, mio marito, forse per sempre. Ho sempre mentito proprio a tutti, compresa me stessa.