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1000 battute su "Il passato è un morto senza cadavere" di Antonio Manzini, il primo libro finito nel 2026

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Il primo libro che ho finito di leggere nel 2026 è " Il passato è un morto senza cadavere " di Antonio Manzini.  Ve ne parlo in 1000 battute . Il grande protagonista del racconto è il passato. Quello che torna, quello che sceglie, quello che condanna e quello che entra da protagonista.  Può un torto subito essere vendicato con un altro torto? Questa è la domanda principale, che si pone un vicequestore impegnato con una indagine che affonda le sue radici nel molto tempo prima.  Ma nel frattempo Schiavone, il vicequestore di cui sopra, deve anche affrontare due altri passati, anche questi feroci e seppur distinti e distanti, legati tra loro.  Perché il primo, quello che lo fa scoprire più legato di quanto pensasse ad una persona, spiega il secondo, che ha a che fare con la sua apatia, con la sua decisione di vedersi vivere dalla vita, vedersi attraversa dai fatti, seppur mantenendo una parvenza umana grazie in gran parte al ricordo dell'altro passato, che risponde al n...

La notte di San Lorenzo - capitolo 1

Visto stelle cadenti? chiese lei con il bicchiere in mano. Macché e tu? rispose lui con il bicchiere in mano e i piedi nell'acqua. Zero. Sei anche tu qui per controllare tuo figlio? Ahahahha, no rispose lei. È già una cosa... Controlli tuo figlio? Ha 13 anni, è al suo primo falò. Ah, che meraviglia. I miei 13 anni. Il mio primo falò. Fu una vacanza memorabile. A 13 anni noi già facevamo i falò? Quanti anni hai tu? 42 e tu? 41. Sì, facevamo i falò. Lui fece una faccia non troppo convinta. Lei rincarò: e fumavamo e bevevamo anche... Ma porc... disse uscendo dall'acqua, fammi andare a controllare. Ma dove vai? Sto scherzando. No, non stai scherzando. No, non sto scherzando. Ma tuo figlio è giudizioso.  Ma che cazzo ne sai? Ahahahah, beh se ha preso dal padre... Comunque piacere disse porgendole la mano, Ettore. Piacere Barbara. Quindi non sei alla ricerca di tuo figlio?! No, e non dovresti esserne alla ricerca neanche tu. Beh, giusto una sbirciatina, poi vado a dormire. Sì e lo as...

"Babygirl" di Nicole Kidman, una grossa delusione

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Una delle più grandi delusioni degli ultimi tempi è sicuramente il film di Nicole Kidman " Babygirl ", con regia di Halina Reijn.  Una grande delusione da tanti punti di vista: una storia banalotta, con un fulcro della questione risolto troppo velocemente, una scontata storia di sesso e potere tra un giovane ragazzo e la sua capa.  Devo ammettere che sono andato al cinema con tante aspettative. Gli elementi c'erano, Nicole Kidman in primis, e poi la storia che era sicuramente promettente, un buon cast, la giusta carica di erotismo che non manca mai. Invece niente, non mi ha convinto per nulla. E sia chiaro, lo dico senza alcun titolo, né voce in capitolo. Da semplice appassionato di cinema.   Non mi è piaciuto, non mi ha preso, non mi ha fatto emozionare, non mi ha fatto stare col fiato sospeso, non mi ha provocato alcuna emozione anche peccaminosa durante le scene di sesso. Non lo andrei a rivedere neanche gratis.  La cosa più particolare che è saltata a miei o...

LIBRI - "Quanto vale l'1%?", una storia per chi non si arrende

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Il primo libro dell'anno 2025 che ho concluso (lo avevo iniziato nell'estate del 2024, ma la mia mania di leggere più libri contemporaneamente non mi ha abbandonato) è stato quello di una scrittrice che ho conosciuto grazie alla potenzialità di Instagram e di cui mi sono subito appassionato, perché nelle sue frasi c'era tanto di ognuno di noi, delle nostre esperienze, dei nostri improperi, e della nostra vita. Si chiama Alessia Cocchiola , ed è giovanissima ( iata a idda , direi nel mio dialetto). Il suo libro si intitola " Quanto vale l'1%? ", ed è edito da Europa Edizioni. Non mi piace incanalare i libri, nello specifico i romanzi, in questa o quella categoria, tuttavia per dare una forma a questa sotto-specie di recensione dirò che si tratta di una storia d'amore con tinte di giallo. Più di qualche tinta, in realtà, perché la storia ruota intorno ad un'indagine. Senza volerlo, dunque, perché avevo un'altra idea del romanzo (ed è questa una delle...

"10 giorni con i suoi", quando Salento e comicità sono protagonisti

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Sono sempre di più i film, i libri, gli spettacoli, che vengono ambientati nel Salento. La mia terra sta diventando teatro e sfondo di tante narrazioni. È questo il dato da cui voglio partire. Un dato che non può far che bene e che ci convince sempre di più, se mai ce ne fosse bisogno, del fatto che viviamo in una terra meravigliosa. Ho visto nei giorni scorsi il film “ 10 giorni con i suoi ” di Alessandro Genovesi, dove spiccano Fabio De Luigi e Valentina Lodovini, ma anche Angelica Elli, Bianca Usai, Gabriele Pizzurro, il bravo Dino Abbrescia e Giulia Bevilacqua. La storia è la più classica delle conoscenze tra due famiglie, i Rovelli, quello con a capo-famiglia De Luigi, e i Paradiso, quella con a capo-famiglia Abbrescia, e i rispettivi figli, Camilla e Antonio, che da poco sono fidanzati e decidono di andare a convivere. L’occasione è la fine degli studi di maturità e l’inizio del percorso universitario che portano la figlia della famiglia Rovelli a dover scegliere la sede, e l’i...

"Io sono la fine del mondo", comicità non conforme, duro e pezzo di merda dall'inizio alla fine

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Ho visto al cinema " Io sono la fine del mondo " di Gennaro Nunziante, con Angelo Duro come protagonista assoluto. Politicamente scorretto. Sì, ma è troppo banale come definizione. Il film è tanto altro. È comicità originale, anche se a tratti richiama Zalone*. È un pedale dell'acceleratore schiacciato verso il cinismo che talvolta sfocia nella cattiveria. A volte è luoghi comuni, a volte è anche buon senso. Ogni tanto è estremismo. Tutto con un unico obiettivo: la vendetta. Perché in fondo, se sei così forse non è colpa tua. E allora, facendo schifo anche a te, decidi di prendertela con chi è stato il responsabile di questa condizione. Un film forte, anche se comico. Con un messaggio complesso, anche se non è semplice non ridere dalla prima scena all'ultima. E allora, se ti fermi e rinunci solamente a ridere dalla prima all'ultima scena, riesci a cogliere il messaggio insito nel film. *Il richiamo a Zalone mi sembra scontato, tuttavia c'è un grosso punto che...

"Conclave", quando la chiesa incontra la tolleranza e l'apertura mentale

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Quanto vorrei partire dalla fine. Dal grande messaggio di tolleranza e apertura mentale. Proprio lì, proprio all'interno della chiesa. Ma non si può. Spoilererei la storia e non si può. Dirò solamente che " Conclave ", diretto da Berger e con gli italiani Castellitto e Rossellini, è un film che va visto. Tra l'altro ho scoperto, tra i titoli di coda, che è tratto da un romanzo di Robert Harris, autore che ho stra-venduto nella mia attività da libraio, e che a questo punto inizierò a stra-leggere. Va visto per i suoi messaggi, per il suo significato, per i suoi colpi di scena, per la descrizione accurata e non banale di quello che succede in quei giorni in cui si decidono le sorti della chiesa. È un film che va visto perché narra le divisioni umane e i giochi di potere. È un film che va visto perché va bene lo schifo ma c'è anche la speranza. Perché ci saranno sempre uomini che soffieranno sul fuoco e cercheranno di metterci gli uni contro gli altri, magari parland...