1000 battute su "Il passato è un morto senza cadavere" di Antonio Manzini, il primo libro finito nel 2026


Il primo libro che ho finito di leggere nel 2026 è "Il passato è un morto senza cadavere" di Antonio Manzini. 

Ve ne parlo in 1000 battute.


Il grande protagonista del racconto è il passato. Quello che torna, quello che sceglie, quello che condanna e quello che entra da protagonista. 

Può un torto subito essere vendicato con un altro torto? Questa è la domanda principale, che si pone un vicequestore impegnato con una indagine che affonda le sue radici nel molto tempo prima. 

Ma nel frattempo Schiavone, il vicequestore di cui sopra, deve anche affrontare due altri passati, anche questi feroci e seppur distinti e distanti, legati tra loro. 

Perché il primo, quello che lo fa scoprire più legato di quanto pensasse ad una persona, spiega il secondo, che ha a che fare con la sua apatia, con la sua decisione di vedersi vivere dalla vita, vedersi attraversa dai fatti, seppur mantenendo una parvenza umana grazie in gran parte al ricordo dell'altro passato, che risponde al nome di Marina, sua moglie uccisa da un criminale molti anni prima. 

Manzini non delude, e come potrebbe? Lo seguo dal principio, dalla nascita di questo personaggio forte e debole, benedetto e maledetto, eroe e anti-eroe. Un personaggio che senti tuo, più di ogni altro.

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