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Chiamata dall'inferno, una recensione

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Ho appena finito di leggere “ Chiamata dall’inferno ” di Elisa Averna , libro scritto interamente con la tecnica del breathless , ovvero quella tecnica narrativa dove la presenza del discorso diretto è totale. Niente descrizioni, niente narratore esterno, niente scene in cui viene descritto l'ambiente; tutte queste informazioni sono desumibili dai dialoghi. Lo stile rispecchia una sorta di disegno mozzafiato, dove i personaggi, che vengono fatti parlare, si alternano sulla scena e vivono singolarmente le proprie vicende quasi ignari di quello che sta succedendo intorno. È la storia di una donna la cui vita viene sconvolta dalla presenza di uno stalker che, ispirandosi alla Divina Commedia e ai suoi gironi, la tiene in scacco minacciandola attraverso il ricatto di farla saltare in aria. Infatti la casa dove vive Jessica con il compagno Mauro è piena, oltreché di microspie, anche di aggeggi pronti a causarne l'esplosione con o senza la presenza dei componenti. Obiettivo del ...

Assassinio a Villa Borghese, una recensione

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Dopo Amor Roma, è stata la volta di Assassinio a Villa Borghese , libro di Walter Veltroni che ho portato a termine in questi giorni caldissimi di questa estate. Un libro che mi ha straconvinto nelle prime pagine e all'inizio della storia, così come nel finale. Diciamo che manca nella parte centrale. Lo svolgimento della storia, lo snocciolamento dei personaggi e delle cause, sono i grandi assenti. Un libro comunque piacevole per lo stile e per i contenuti messi dentro da Veltroni che ti fanno scoprire una Roma centrale, ma periferica nell'animo.  E' la storia di un commissario diversamente fortunato che viene spedito a investigare in un luogo dove tutto puoi fare fuorché il poliziotto. E invece, per una serie di circostanze, si trova tra le mani dei delitti efferati e terribili. Allora gli si presenta l'occasione della vita. Sarà la rivincita per tutto ciò che è andato storto, per le prese per il culo dei colleghi e i dubbi dei superiori, o sarà la definitiva fine di ...

Amor Roma, una recensione

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Amor Roma è un romanzo sull'infedeltà, ma soffice non una storia cruda di carne.  E' un romanzo che delinea una via che si intreccia con altre vie che sono le famiglie presenti nella storia.  I protagonisti sono ben delineati e sono tutti aventi caratteri e caratteristiche forti. La storia è narrata in prima persona da Anna, una delle protagoniste che si trova a indagare prima su una storia di tradimenti, poi a viverla, poi infine a indagare su qualcosa che credeva impossibile. L'indagine, a questo punto, non parte più da lei, ma lei si trova ad essere una pedina in un gioco più grande.  La narrazione è piacevole, con qualche colpo di scena, anche se non sono all'ordine del giorno. Il finale, che chiude il cerchio, è coerente e riesce a stampare la parola fine tra le pagine del libro in modo che il lettore possa leggerlo.  C'è un ulteriore personaggio non persona, ed è Roma. Lei è presente con le sue vie, i suoi odori e sapori, le sue certezze, i suoi ritardi, le su...

Se pensavate di aver visto tutto su Sanremo, non avevate immaginato che Morandi avrebbe scopato sul palco del festival

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Ebbene sì, la prima serata è andata. Si sono esibiti in 7 su 14, ci sono stati i campioni in carica che hanno ripercorso la loro canzone, e uno di loro è ritornato sul palco, per poi sfasciarlo, per cantare (o provare) la sua ultima "L'isola delle rose". A tal proposito vi consiglio, se già non lo avete visto, un film in onda su Netflix, che narra proprio le vicende di questa strana isola nata in Italia, negli anni difficili e ricchi al tempo stesso. Sono partito, con qualche minuto di ritardo, causa lavoro, perdendomi l'intervento di Benigni, l'inno cantato da Morandi e il conseguente saluto del presidente Mattarella. Ma visto i big in gioco, prenderò tutto per buono a fiducia. Mi sono sistemato davanti alla TV modello Fantozzi davanti a Italia-Inghilterra, ma per fortuna nessun megadirettore ha interrotto la visione.  Ad una incerta Anna Oxa che ha cantato "Sali", che poi è la stessa cosa che penso tutte le volte che vedo Elodie, è stato lasciato il pa...

In mezzo alla tempesta, senza aver paura. Perché è importante guardare Sanremo

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Conversando con una persona proveniente da un’altra parte del mondo, questa mattina me ne sono uscito con un “Sai perché non ti piace e non guarderai Sanremo? Perché non hai ancora capito gli italiani”. In effetti, lungi da me redigere un manifesto d’amore per l’Italia e gli italiani, credo che il Festival di Sanremo sia lo specchio di un paese e dei suoi cittadini che magari non saranno il più bello e i migliori, ma rappresentano comunque qualcosa di unico o, per dirla con meno enfasi, di singolare. È iniziata, dunque, la settimana di Sanremo e il freddo polare di questi giorni, per un amante dell’estate, passa in secondo piano. Questa mattina ho aperto Spotify e ho fatto partire la mia playlist storica di Sanremo. Sì insomma ci sono. Sono pronto. Pronto a commentarlo, più o meno seriamente, comodamente poggiato sul mio divano con una organizzazione alla Fantozzi. Sì c’è stato un tempo che non guardare Sanremo mi faceva sentire ribelle. Poi decisi di non guardarlo solo quando no...

I miei libri editi

Ciao, rispondo con un unico post alle richieste sulle mie pubblicazioni. Ho pubblicato, finora, tre libri.  Uno un racconto uscito nel 2020, ambientato e scritto durante il primo lockdown, che qui ordinare al seguente link: Il piano inclinato Un altro all'interno di un'antologia di racconti scritti da librai di tutta Italia, che qui ordinare seguendo quest'altro link: Ti ho trovato fra le pagine Infine, il terzo è uscito a febbraio 2023 e si chiama Quattro anni in fumo. E' disponibile anche qui: Quattro anni in fumo Ovviamente ti aspetto sul blog per ascoltare e leggere i tuoi giudizi. A presto.

Il treno della rabbia

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 IL TRENO DELLA RABBIA 𝘙𝘦𝘴𝘵𝘢𝘮𝘮𝘰 𝘧𝘦𝘳𝘮𝘪, 𝘵𝘳𝘢𝘧𝘪𝘨𝘨𝘦𝘯𝘥𝘰𝘤𝘪 𝘤𝘰𝘯 𝘪 𝘯𝘰𝘴𝘵𝘳𝘪 𝘴𝘨𝘶𝘢𝘳𝘥𝘪 𝘵𝘢𝘨𝘭𝘪𝘦𝘯𝘵𝘪 mentre le luci della notte illuminavano ogni tanto il nostro scompartimento. Il treno correva a tutta velocità, non avevamo sonno. Eravamo entrambi lì per un motivo ben preciso. Scappavamo da una vita che avevamo appena deciso di rifiutare e abbandonato, scegliendo Nizza come destinazione. Dopo anni, solo dopo anni, ci saremmo incontrati davvero. Ma non quella notte. Quella notte la passammo così, senza dire una sola parola, senza neanche presentarci. Avevamo vissuto troppo nelle ore precedenti al nostro primo casuale incontro. Non era il momento delle parole, era il momento del riposo. Questo racconto ha partecipato al concorso Racconto in cento parole di Scrittori Emergenti Italiani, vincendo il premio menzione.