Chiamata dall'inferno, una recensione
Ho appena finito di leggere “ Chiamata dall’inferno ” di Elisa Averna , libro scritto interamente con la tecnica del breathless , ovvero quella tecnica narrativa dove la presenza del discorso diretto è totale. Niente descrizioni, niente narratore esterno, niente scene in cui viene descritto l'ambiente; tutte queste informazioni sono desumibili dai dialoghi. Lo stile rispecchia una sorta di disegno mozzafiato, dove i personaggi, che vengono fatti parlare, si alternano sulla scena e vivono singolarmente le proprie vicende quasi ignari di quello che sta succedendo intorno. È la storia di una donna la cui vita viene sconvolta dalla presenza di uno stalker che, ispirandosi alla Divina Commedia e ai suoi gironi, la tiene in scacco minacciandola attraverso il ricatto di farla saltare in aria. Infatti la casa dove vive Jessica con il compagno Mauro è piena, oltreché di microspie, anche di aggeggi pronti a causarne l'esplosione con o senza la presenza dei componenti. Obiettivo del ...