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Visualizzazione dei post da luglio, 2022

La mattina con Jack

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Faceva schifo. Ma non c’erano alternative. Era l’unica cosa da fare. La serata era finita a Jack Daniel’s e plumcake. Come poteva mai cominciare? Aveva aperto gli occhi alle undici. Si era toccato il braccio destro completamente addormentato. Era ancora attaccato al corpo. Una buona notizia. La stanza era piena di vestiti che sembravano corpi martoriati dallo scoppio di una bomba atomica improvvisa. In effetti di sopravvissuti in quei metri quadrati ce n’erano pochi. Un paio di scarpe perfettamente in ordine, solo perché non le toccava dall’ultima volta che era andato ad un ricevimento, sette mesi prima e le carte delle traduzioni che gli davano al lavoro. Si era arretrato come al solito. Doveva tradurre entro quel pomeriggio ottanta cartelle, e sapeva già che non ce l’avrebbe fatta. Non in quelle condizioni. Sarebbe stato l’ultimo errore tollerato. Avrebbe perso il lavoro. Per un attimo si fermò a riflettere con quali soldi avrebbe comprato il Jack. Poi si tranquillizzò pensando che a...

Il disegno di Roma

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“Bellissimo complimenti” “Grazie” rispose Gianni abituato a quei giudizi gratuiti. Nessuno comprava, ma tutti si complimentavano. In un angolo ai piedi del Colosseo la sera esponeva i suoi acquerelli raffiguranti Roma. In tanti si fermavano, in pochi mettevano mano in tasca. Luca riprese per mano Ginevra e continuò la sua passeggiata. Faceva davvero caldo. Ma visitare Roma d’estate era stata più una scelta dettata dall’obbligo che dalla volontà. Di turisti ce n’erano a migliaia solo in quel pezzo di Città. Di indigeni pochi. Molti al mare, tanti in vacanza. Spaccarono ancora una volta la via e proseguirono. Altri ambulanti, altre proposte. Pochi compravano. Tanti fotografavano, tutti camminavano nei due versi. A un certo punto Luca vide un uomo correre. Aveva un mazzo di fiori in mano e la carnagione scura. Dietro di lui una guardia lo inseguiva. Era piuttosto grassottello e l’affare non era facile. Una gazzella decise di andare in soccorso dell’inseguitore. Decise di bloccare l’uomo ...

La vacanza

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Quella non era una mattina come le altre. La famiglia Cozzi partiva in vacanza. Era tutto pronto. Quindici giorni nel Salento, dove avrebbe goduto del mare e del sole e dell’ottimo cibo e delle sagre e degli eventi e degli spettacoli per i bambini e di tante altre iniziative che apprezzavano e di cui ne avevano solo sentito parlare. Le valigie erano pronte, erano pronti i due bimbi Carlo e Luca, era pronto Woolf. Il piano diceva che avrebbero lasciato Milano alle 6 del mattino e dopo dodici ore di auto nel tardo pomeriggio avrebbero goduto del tramonto e magari di uno spritz salentino con i bimbi a giocare in acqua e i grandi distesi sui loro lettini. “Allora siamo pronti per viaggiare?” urlò il padre rivolgendosi a tutta la truppa. I due bambini urlarono un Sì convintissimo, la madre abbassò gli occhi, come le succedeva da qualche giorno a quella parte. Ne avevano già discusso e sapeva che non c’erano margini di trattativa. La prima ora di viaggio andò spedita con i bambini eccitatis...

Pezzenti

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“Vai a vedere se c’è un ombrellone dai che siamo in ritardissimo…” Andrea, trascinandosi sulla sabbia, seguì il consiglio di Barbara, la sua compagna. Poi ci ripensò. Si fermò. “Vieni con me che ci prendiamo un caffè mentre chiedo al bagnino.” Arrivarono nel chioschetto del lido.  “Due caffè” sentenziò Barbara mentre Andrea già aveva cambiato espressione. Quando fu da lei, disse soltanto: “Cafoni arricchiti” “Che succede?” chiese la donna. “Trenta euro per un ombrellone” La donna si guardò intorno. Era pieno. Nonostante fossero solo le dieci e mezzo già la spiaggia strabordava di turisti e autoctoni che prendevano il sole sul lettino o facevano il bagno. “Spostiamoci qui vicino. C’è la spiaggia libera” concluse. Sistemarono le loro borse vicino una grossa pietra che utilizzarono per segnaposto, scalciarono i loro sandali sulla sabbia e misero a terra gli asciugamani. La spiaggia era davvero assolata. A pochi passi da loro, una donna indiana esponeva la sua merce, nello specifico de...

Eravamo noi - gara di racconti

 ERAVAMO NOI Will Traynor mi guardò intensamente e un sorriso gli aprì il volto. Da quanto non ci vedevamo? Non potevo capirlo. Non mi interessava. Era assurdo. Dov'era stato, dov'ero stata? Perché ci eravamo allontanati? Così, all'improvviso senza dire niente. Come se fosse normale. Il silenzio si era impossessato di noi. Dopo tutto quello che era successo forse era la cosa più forte che ci potesse capitare. Solo il silenzio poteva superare il rumore dei nostri cuori. Lo guardai. Era lui. "Ciao" gli dissi. Mi guardò. Sono sicuro che pensò la stessa cosa "era lei". "Ciao" mi rispose. Questo racconto partecipa al concorso del gruppo SEI - Scrittori Emergenti Italiani. Dato un incipit, i candidati sviluppano il racconto in massimo 100 parole.

Tutta colpa della luna

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"E' tutta colpa della luna..." "Mamma mia, sine quando si avvicina troppo alla terra fa impazzire tutti. William Shakespeare. Ma non è che ogni volta che c'è la luna piena mi devi ripetere questa frase" "Ma perché? E' così bella? Ma ti ricordi dov'eravamo quando c'era la luna piena e te lo dissi la prima volta?" "E come farei a dimenticarmelo" rispose alzando gli occhi al cielo. Lui la guardò. "Avrei fatto meglio ad ascoltare mia madre. Non uscire con quello lì" "Tua madre mi chiamava quello lì?" "Sì. E anche mio padre se vuoi saperlo." "Annamo bene. Non sono mai stato il preferito dei tuoi genitori" "Beh, no. Decisamente." "I tuoi genitori preferivano quell'altro, come si chiamava?" "Non fare finta che non ti ricordi il nome. Te lo ricordi benissimo..." "No, davvero non mi viene..." "Ti viene ti viene" I due si girarono a guardare il...

Blu - il racconto di un tuffo

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"Eh mo che vogliono questi?" "Ehi Erika, che modo di rivolgerti è?" "Scusa mamma ma quelli occupano il posto dove ci ha invitati Claudio" "Vero, Claudio ci ha invitati qui. Ma chi l'ha detto che il posto sia solo suo?" "Ma come? Ieri sera ha detto che ci viene da sempre qui" "Certo, ma il mare è di tutti" "Ma c'è tanto mare, perché sono venuti proprio qui?" Erika, Riccardo e Assunta continuarono a scendere le scalette di Santa Caterina per approdare in un angolo uno degli infiniti angoli di paradiso del Salento. Alla vista di due turisti che si erano posizionati al "loro posto", però, Erika, la più piccola dei figli di Assunta, non fu entusiasta. Riccardo invece aiutava la madre a raccogliere cicche e bottiglie di plastica e tanti altri rifiuti lasciati evidentemente dalla sera prima. "Uno schifo" li accolse una dei due turisti in mare. "Un vero schifo. C'era anche una bottiglia d...

Le impronte del bianco - gara di racconti SEI

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LE IMPRONTE DEL BIANCO Erano passati sei mesi dalla morte della donna, ma il suo profumo rimaneva intrappolato in quella maledetta casa. Adriano si era rifugiato in cantina proprio per non doverci fare i conti. Aveva lasciato il lavoro. Aveva smesso di curarsi. Aveva buttavo il telefono. Aveva deciso, lentamente, di lasciarsi morire. La cantina sarebbe stata il suo loculo. Era freddo, quella mattina. Aveva ripreso a nevicare, forse era la giornata giusta per terminare il suo piano. Risalì dalla cantina, uscì fuori. Ma il suo sangue diventò più gelido della neve quando vide le impronte sul bianco che conducevano verso la porta. Con questo racconto ho partecipato al concorso "Gara di racconti in 100 parole" edizione n.19 tenutosi sul gruppo Scrittori Emergenti Italia". Il regolamento prevede che si parta da un incipit già dato e il racconto vada sviluppato in cento parole.

Ti ho trovato fra le pagine - l'uscita del nuovo libro

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E' uscito oggi, venerdì 8 luglio, TI HO TROVATO FRA LE PAGINE , un libro edito da Las Vegas Edizioni . Insieme a tanti altri librai d'Italia ho partecipato ad un'idea, ad una scommessa lanciata da questa prestigiosa, giovane e dinamica casa editrice di Torino e sono stato selezionato, insieme ad altri 14 colleghi che gestiscono delle librerie da Trieste a Siracusa. Il mio racconto " Volo per terra ", scritto di getto, in maniera veloce e senza pensarci su, perché quando ho letto il regolamento del concorso mi si è fatta davanti l'idea e non mi ha più lasciato, rappresenta un momento di evasione dalla realtà, ma al tempo stesso di testimonianza del mio lavoro in libreria. Anche gli altri racconti sono ambientati nel mondo dei libri, tra scaffali e lettori, fra gente che non può fare a meno di leggere e cose strane che succedono tra le pagine della vita. Di seguito la scheda del libro disponibile in tutte le librerie e store on line : Sei in libreria, improvvisa...

La fine - gara di racconti SEI

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LA FINE Dunque è così che si sente una madre? pensò la donna appena arrivò sul luogo. L’avevano buttata giù dal letto, un poliziotto con la voce fredda e stanca le aveva detto di raggiungere la tangenziale perché suo figlio aveva avuto un incidente. Da quel momento non aveva capito più nulla. Era uscita dal letto, aveva preso la macchina e corso fino al luogo indicato. Una volta arrivata lì ambulanze e macchine dei pompieri avevano completato il quadro di ciò che temeva. A terra era una strage. Rosso sangue e bianco lenzuoli. Stava per lasciarsi andare a terra quando senti la voce del figlio dirle “Mamma sto bene” Questo racconto ha partecipato al concorso "Gara di racconti in 100 parole" del 2 luglio 2022 tenutosi sul gruppo Scrittori Emergenti Italia". Si parte da un incipit già dato e il racconto va sviluppato in un limite stabilito. Il pezzo si è classificato al terzo posto, a sole due preferenze dal primo. 

Goodbye Novecento, la notte del 2000

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"Oh ma è vera questa storia del treno?" "Così dicono, non lo so!" "Ma dicono chi?" "Io ho sentito parlare dei ragazzi più grandi" "Allora sarà sicuramente vero" "Non ci resta che provare" "Ma non sarà pericoloso?" "Oh insomma se ti cachi sotto non farlo. Lo faccio io. Puoi tornare a casa" concluse indicando con la mano destra la zona Sud della città dove abitava il suo amico. "Va bene, stai calmo, però" "Io sto calmo. Ma tu sai cosa rischiamo qui da mezzanotte. Dai seguimi" E quando Giove che parla ai pesci con la luna si sposerà Saturno amico capirà ed ogni donna con il suo uomo l'amore vero ritroverà potrò chiamarti amore da qui all'eternità I due saltarono la staccionata e si misero a camminare nella stessa direzione dei binari. "Oh però fa un freddo della madonna" "Oh, però mi sembra che ti stai cacando sotto" "Smettila. Ti sto solo dicendo che fa fre...